8/7/11 EXODUS!

 

Banpay Crew in collaborazione con Rototom Sunsplash e Cargo Club presenta: EXODUS! Ven 8 Luglio @ Cargo Club, Firenze

Ore 18,30 > Aperitivo + dj set

Ore 21,30 > Proiezione “Exodus finding shelter” Doc Film sul Rototom Sunsplash

Ore 23,00 > Reggae Danz con Banpay Crew (Firenze) | Black Heart Sound System (Lucca) | Tu Shung Peng (Pisa) | Bom Chilom (Padova) | Sensi Fiva (Viareggio) | 2Kings Family (Arezzo) | Tsunami Movement (Firenze) | Jah Station (Firenze) | Dj Konfa (Grosseto)

Fino alle 24 ingresso gratuito, dopo 5 €.

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Exodus. Finding Shelter di Tommaso D’Elia e Silvia Bonanni
(Italia, 55′, col, 2011, HDV)

diretto da Tommaso D’Elia
montaggio: Luca Onorati
aiuto regia: Silvia Bonanni
fotografia: Tommaso D’Elia, Marco Pasquini, Silvia Bonanni
elaborazione grafica: Simone Pallicca
produzione esecutiva: Tony Shargool, Claudio Giust
interviste: Tommaso D’Elia, Tony Shargool, Silvia Bonanni, Daniela Preziosi, Pier Tosi
prodotto da: Ass.Cul. Exodus e Paneikon s.r.l.

Sinossi breve

Il Rototom Sunsplash, festival reggae tra i più grandi del mondo, dopo 16 anni di crescita e successi, deve emigrare dall’Italia. Messo sotto accusa, nella figura del suo presidente, in base alla «Fini-Giovanardi», la legge 49 del 2006 sulle droghe, decide di trasferirsi in Spagna.
Si tratta di un evento da 160 mila ingressi per edizione, più di mille persone occupate, un indotto fiorente – e in costante crescita – che arricchiva un territorio industriale oggi in forte crisi economica, nel Nord Est dell’Italia. Il festival approda a Benicassim (Valencia), dove viene accolto con slancio dagli enti locali che ne riconoscono immediatamente le potenzialità e il valore. A
differenza dell’Italia, la Spagna si mostra pronta e capace di aprire spazi di libertà, creatività e impresa.
L’edizione 2010, il primo Sunsplash spagnolo, è un successo. Ritmi in levare, musica sole e mare, e impegno sociale. Mentre, tra Spagna e Italia, molte voci rompono il velo dell’ipocrisia e del proibizionismo.
Exodus – Finding shelter è la storia di un affiatato e determinatissimo gruppo di lavoro che affronta un vero esodo per trovare rifugio in un altro paese. Una delocalizzazione forzata per realizzare un’idea e proseguire un progetto, il Rototom Sunsplash.
Da Benicassim al Friuli Venezia Giulia, da L’Aquila passando per Roma, il Rototom diventa una “case history” che finisce fatalmente per raccontare i desolanti paradossi e le occasioni perse di un paese come l’Italia.

Storia e trattamento
Il Rototom Sunsplash è il festival reggae più grande d’Europa, uno dei più grandi del mondo, e nel 2010 arriva alla sua 17esima edizione. Ogni anno capitalizza 160.000 ingressi da oltre 70 paesi.
Nel 2009 il presidente dell’associazione Rototom Filippo Giunta viene accusato di «favoreggiamento dell’uso di sostanze stupefacenti». Le accuse vengono mosse in base alla legge 49 del 2006, la cosiddetta Fini Giovanardi che in Italia regola l’uso delle sostanze stupefacenti. E’ una delle più restrittive d’Europa e per questa ragione continua a ricevere dure critiche da molte e differenti voci. I suoi tristi effetti sono sempre più evidenti – e drammatici – fuori e dentro le carceri del paese.
Per impedire la cancellazione dell’evento musicale, nel 2010 il Rototom decide di emigrare dall’Italia e si trasferisce in Spagna.
Il documentario affronta, attraverso interviste a politici italiani ed iberici, ad esponenti del mondo della cultura, a musicisti e semplici partecipanti, le ragioni e le conseguenze dell’esodo.
Sono le parole di Giunta, raccolte nel suggestivo Parco del Rivellino, a Osoppo (Udine), l’ex location del festival, a condurci nel racconto.
Che diventa via via corale. I diversi protagonisti affrescano differenti aspetti di una storia articolata, che ha le sue radici profonde in un territorio italiano, quello del Nord Est produttivo, un tempo ricco e fiorente, oggi duramente colpito dalla crisi economica. La manifestazione di eccellenza costretta a emigrare diventa l’occasione per pensare – e ripensare – alle scelte, culturali ed economiche, dell’Italia.
L’internazionalizzazione, il superamento dei confini, l’incontro e il dialogo, aspetti e valori citati da molti degli intervistati, sono testimoniati anche dalla partecipazione al festival della ministra della cultura della Giamaica di cui raccogliamo le parole. E dal patrocinio dell’Unesco al festival, in quanto evento che promuove la pace e la nonviolenza.
Il ritratto finale che ne esce è un esempio di imprenditoria “alternativa” italiana, completamente indipendente, una «gallina dalle uova d’oro» (definizione dell’edizione spagnola di Le monde diplomatique, nell’agosto 2010) in termini economici e di ricaduta culturale. Una esperienza sostenuta dai rappresentanti politici locali italiani, anche di centrodestra, come spiega il sindaco di Udine Furio Honsell e quello di Osoppo Luigi Bottoni. E’ invece il sindaco di Benicassim Francesc Colomer a raccontare le ragioni alla base della scelta da parte della sua città di accogliere il festival. Parole come cultura, solidarietà, accoglienza, identità e confronto sono al centro dei racconti.
Seguendo il filo delle testimonianze e dell’impegno, il documentario torna in Italia e arriva fino a L’Aquila, in Abruzzo. Dove, grazie a una donazione proveniente dal Rototom, una band di giovani emergenti ha ricostruito la propria sala prove musicale distrutta dal terremoto del 2009.
Il festival si scontra però con l’applicazione della legislazione italiana sulle droghe, come viene descritto dall’avvocata Simona Filippi, dell’associazione Antigone.
La politica entra quindi in maniera prepotente nella storia di questo esodo. E a raccontarlo sono gli stessi politici e protagonisti del ‘Palazzo’, come il sottosegretario Carlo Giovanardi, uno dei de ‘padri’ della legge, l’europarlamentare del centrosinistra Debora Serracchiani – friulana – e il
deputato del centrodestra – e già antiproibizionista – Benedetto Della Vedova.
I live dei concerti si alternano alle interviste, la musica travolge i confini delle parole e dell’ipocrisia.
E però il documentario diventa inchiesta, e il Rototom diventa una “case history” una storia esemplare che racconta un paese, l’Italia.

Intervengono

La ministra della Cultura e sport della Giamaica Olivia Grange, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, il sindaco di Udine Furio Honsell, l’eurodeputata Debora Serracchiani, il deputato italiano Benedetto Della Vedova, il sindaco d’Osoppo Luigi Bottoni, il sindaco di Benicassim Francesc Colomer Sanchez. Il presidente del Rototom Sunsplash Reggae Festival Filippo Giunta. L’avvocata Simona Filippi dell’associazione Antigone, il filosofo Antonio Escohotado Espinosa, il giornalista e scrittore Ramon Chao, il compositore Teho Teardo, Beppino Englaro.
Artisti: Etana, Sud Sound System, Africa Unite, William Lez Henry, Alborosie, Dubadub sound system

Trailer del film “Exodus – Finding Shelter” – Rototom Sunsplash European
http://www.youtube.com/watch?v=qTsvJ364otE&feature=player_embedded

www.rototomsunsplash.com

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